DENTRO I PAESI
Valli del Natisone 1968

fotografie di Riccardo Toffoletti

a cura del Centro studi Nedi┼ża
progetto e coordinamento editoriale:
Alvaro Petricig, Michela Predan
testi: Gian Paolo Gri, Riccardo Toffoletti, Alvaro Petricig, Michela Predan,
Stefania Carlig

28x24 cm
152 pagine
realizzato in collaborazione con
Circolo di cultura Ivan Trinko
e con il contributo di
Comunità montana del Torre,
Natisone e Collio
una coedizione
Cooperativa Most, Cividale del Friuli
e Paolo Gaspari Editore, Udine
2007

“...non abbiamo il pascolo e le bestie devono restare nella stalla. Diciannove volte ho portato il fieno oggi. Qui si deve lavorare tutti e non si vive bene e rovinano i pesi perché portiamo con la schiena tutto...”
un abitante di Mersino, 1968

Questo era il rovescio della medaglia, il doloroso "lato B" del paesaggio lindo e ordinato che si poteva incontrare nelle Valli del Natisone alla fine degli anni '60.
Prati falciati, filari di viti e frutteti – l'immagine da cartolina che doveva invitare i cittadini alla gita fuori porta – nascondevano un quotidiano che nulla aveva di pittoresco: l'arretrata agricoltura montana, condotta con metodi arcaici e fatta di stenti e privazioni, non poteva competere con la relativa "agiatezza" assicurata dal lavoro in fabbrica; la mancanza di attività produttive e di qualsiasi infrastruttura moderna relegavano questi luoghi in una marginalità insopportabile, resa più acuta dall'ingombrante presenza di un confine che coincideva con la cortina di ferro. Unica prospettiva era l'emigrazione, costante ed inarrestabile, che anche oggi prosegue senza sosta.
Questa drammatica condizione venne svelata in tutta la sua crudezza dalle fotografie che Riccardo Toffoletti espose a Udine nell'autunno del 1968, raccolte per la prima volta in un unico volume con questa pubblicazione.
Un reportage sulle Valli del Natisone che rifuggiva le compiaciute immagini panoramiche – peraltro severamente proibite dai diktat delle servitù militari – ma era invece incentrato su fotografie di denuncia, raccolte entrando dentro i paesi, dove di fronte a case cadenti, l'obiettivo coglieva i volti e gli sguardi disillusi di vecchi e bambini, gli unici rimasti a vegliare luoghi sempre più desolati.
Il bianco e nero asciutto e implacabile di Toffoletti, assieme alle testimonianze lapidarie registrate dalla viva voce delle persone incontrate, erano un atto d'accusa all'indirizzo di amministratori locali e non solo, incapaci di prospettare qualsiasi progetto di sviluppo che non fosse il palliativo del turismo o di faraonici progetti mai portati a compimento: escamotage che spesso anche oggi vengono messi in atto per aggirare i problemi reali di luoghi marginali e comunità sull'orlo della dissoluzione.
Allora la mostra colse nel segno, innescando un acceso dibattito, e diventando un "episodio interessante, e non secondario, nel Sessantotto udinese" come ha scritto il professor Gian Paolo Gri nella sua partecipata introduzione a questo volume.
A 40 anni di distanza il fotoreportage di Toffoletti è stato in grado di destare nuovamente scalpore: diverse testimonianze raccolte in occasione della nuova esposizione a Cividale del Friuli nel maggio 2007 sono entrate a far parte di questo libro, dialogando con quelle registrate allora dall'autore.


> leggi GIAN PAOLO GRI "Vietato fotografare"

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